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LA LEPRE ED IL RICCIO |
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Era una assolata mattina di una domenica autunnale. Tutti gli esseri del creato parevano gioire per la meravigliosa giornata. Anche i piccoli abitanti del bosco partecipavano alla gran felicità generale, il riccio non faceva eccezione. Se ne stava seduto sulla soglia di casa mentre sua moglie, la riccia, si occupava delle faccende domestiche. Ad un tratto, passò di lì la lepre, la quale, presuntuosa ed orgogliosa, disse: - Salve, palla di spine. Come ti va? Bene, mangiatrice di carote. - Rispose il riccio, aggressivamente, irritato per l'insolenza della lepre. - Stavo andando a fare due passi. - Vorresti dire che stavi andando a rotolare ! Il riccio si infuriò. - Credi di valere più di me? Sei sgarbata e presuntuosa! - Nella corsa, di sicuro, valgo più di te! - Questo è da vedere. Scommetti, che potrei vincerti in una gara di corsa? La lepre ruppe in una sgangherata risata, così forte che fu udita da tutto il bosco. - Con quelle zampette deformi? Sei diventato matto? Il riccio, offesissimo, insistette: - Lo dico e lo ripeto! - Va bene, accetto la sfida. Dimmi tu quando. Il riccio dubitò un istante. Era cosciente della sua inferiorità. Aveva esagerato ed ora era in gioco la sua dignità. Cercò di guadagnare tempo. - Mi serve qualcosa... E' meglio rimandare. - Ah, sei rinsavito. E' molto più sensato rinunciare, signor riccio. Alla tua età è meglio non coprirsi di ridicolo! Ah! Ah! Ah! Sarebbe stata una gara unica! Tutto il bosco si sarebbe sbellicato dalle risate. La lepre rideva così forte che attirò la curiosità di alcuni animaletti. |
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Cosa accade, lepre? C'è una festa? - Domandò qualcuno. - Deve essere molto divertente! - Aggiunse un altro. Così, davanti alla casa del riccio, si radunò una piccola folla, arrivò anche il cervo, vecchio amico del riccio, e chiese: - Si può sapere cosa succede? - Bah, sciocchezze! La lepre è un animale vanitoso. - Non è esatto! Esclamò la lepre. - Mi hai provocato. Il riccio, con dignità, si girò e si diresse verso casa dicendo: - Non badarle... E' pazza! - Pazza io? Guarda come cammina! Le sue zampettine lo fanno traballare. Si direbbe una tartaruga zoppa! E poi non dovrei ridere... Disse la lepre. - Forza raccontate, signor riccio. - Disse una farfalla. - Io non parlo con una mocciosa frivola come te! Rispose il riccio. - Palla di spine non vuol parlare con nessuno. Preferisce andarsene con la coda tra le gambe! Disse la lepre. -Io non parlo con gente di poco conto. Mi vergogno a parlare con determinati soggetti. Ribatté il riccio. Quella replica non piacque ad un nutrito gruppo di presenti. Mamma topo fu la prima a rimproverarlo: - Mi pare signor riccio, che voi non siate meno maleducato della lepre. Se non altro lei non insulta nessuno di noi. Tutti si unirono alle proteste di mamma topo e ci fu un gran vociare. Improvvisamente, la lepre reclamò il silenzio e disse: - Ora vi spiegherò cosa mi ha provocato le risate. Il riccio mi ha sfidato in una corsa. Non è dal morir dal ridere? L'ilarità fu colossale. Ci furono animali che dal gran ridere si rivoltarono per terra... Ci fu chi, come la rana, quasi soffocò: - Che divertente! Glu, glu, glu...! I conigli saltavano in modo tremendo e gridavano: - Il riccio più veloce della lepre! Che follia! Anche le api non poterono trattenere le risate e commentarono: - Povero riccio, gli anni non perdonano! La lepre, soddisfatta del risultato ottenuto, disse: Stavamo decidendo cosa scommettere quando siete arrivati. Cosa vuoi scommettere, riccio presuntuoso? Il riccio degluttì. Il suo orgoglio gli impediva di ritirarsi. - Ti mostrerò che le mie zampette sono veloci come le tue! In palio ci sarà una moneta d'oro ed una bottiglia d'acquavite! |
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Il riccio entrò nella sua tana, dove la moglie, che aveva ascoltato tutto, lo stava aspettando. - Sei un insensato ed uno stupido! - Disse la riccia severamente. - Cosa potevo fare davanti alla superbia della lepre? - Tacere, per prima cosa. Ora il ridicolo ti sommergerà. Mamma riccio aveva ragione. Comunque, non intendeva abbandonare suo marito in un frangente così difficile. Dopo un pò disse: - A guardar bene non è solo colpa tua, marito mio. La lepre è capace di far perdere la pazienza a chiunque. - Cosa posso fare adesso! - Si preoccupò il riccio. - Non devi arrenderti senza provare! Ascolta, ho un'idea... Lungo il percorso ci sono molti cespugli e chiederemo che gli spettatori si tengano ad una certa distanza. Potremmo studiare il percorso in modo da rimanere vicino ai luoghi più riparati. - Non riesco a capire cosa vorresti fare... - Per ora non occorre che tu comprenda, l'importante è che tu riesca a vincere la gara. - Ma di che si tratta? - Volle sapere il riccio. - Guarda e vedrai! La riccia entrò nella sua stanza e ne uscì, poco dopo, abbigliata esattamente come il marito. Uno accanto all'altra erano indistinguibili, parevano due gemelli. - Adesso hai capito? La lepre può contare sulle sue lunghe zampe e noi dobbiamo affidarci all'ingegno. Così vinceremo la scommessa. Allora, mamma riccio s'incamminò verso il punto prescelto come arrivo ed il riccio si diresse con calma verso il luogo della partenza. Tutto il pubblico era presente. - Non deve esserci nessuno a meno di venti metri dalla pista. - Annunciò il riccio. - Il primo di noi due che arriva a metà corsa, dovrà mettersi su di un cespuglio ed agitare le braccia. All'arrivo sarà la stessa cosa. D'accordo? |
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Un vivace coniglietto diede il segnale del via. La lepre partì come un razzo e il riccio fece solo pochi passi, poi si diresse verso l'arrivo tagliando la strada per una scorciatoia. A metà strada la lepre ebbe la sorpresa di vedersi di fronte il riccio. - Sono dieci minuti che ti aspetto! - Non cantare vittoria troppo presto! - Disse la lepre, sconcertata. Naturalmente, non si era accorta dell'inganno di mamma riccio. In un lampo ripartì e raggiunse il traguardo; immaginatevi la sua meraviglia, quando si vide davanti il riccio, fresco e riposato, che agitava le braccia sorridendo. - Non è possibile... Non ci credo... - Ansimava la lepre, che era distrutta dalla fatica. - Hai perso, lepre presuntuosa! La lepre non ebbe nemmeno la forza di rispondere, cadde al suolo disperandosi. Il riccio ritornò a casa dove lo attendeva la moglie. - Ecco la moneta d'oro, adesso non ci resta che brindare alla salute della lepre! Da quel giorno i due animali non ebbero più occasione di litigare, impararono a rispettarsi a vicenda e diventarono buoni amici. |