Quando incontrò
l´assassino del leprottino, già sazio per aver divorato una gazzella, si
offrì di togliergli le pulci dalla pelliccia. Il leone acconsentì,
promettendo alla lepre che non le avrebbe fatto del male. La lepre convinse
il leone a fare una bella dormita durante il lavoro di pulizia, in modo da
non soffrire troppo per l´immobilità cui era costretto. Appena il leone si
fu addormentato, la lepre si mise al lavoro. Ignorò le pulci che
saltellavano sulla pelliccia del leone e cominciò a scavare una buca sotto
la coda del suo nemico. Quando la buca fu abbastanza profonda, la lepre ci
infilò dentro la coda del leone. Poi riempì lo scavo di terra, che spianò e
pressò con cura. Infine ci mise tre grosse pietre sopra, in modo che il
leone non potesse liberarsi. Compiuta l´opera, lanciò un fischio molto
forte.
Il leone si svegliò di soprassalto, un po´ confuso. Siccome ormai aveva
digerito la gazzella, decise di mangiarsi anche la lepre, nonostante la
promessa fatta. La lepre, che aveva capito l´intenzione del leone, non si
mosse. Il leone fece per lanciarsi su quella preda beffarda, ma la coda
imprigionata lo trattenne. Per quanti sforzi facesse, non riuscì ad alzarsi
e capì che senza aiuto non ce l´avrebbe mai fatta. Allora si mise a
supplicare la lepre di liberarlo, promettendo in cambio di proteggere per
sempre lei e la sua famiglia. "So bene che sei un imbroglione - rispose la
lepre - Se ti liberassi mi uccideresti subito. Resta pure lì a morire di
fame e di sete". Così dicendo cominciò a correre, per raccontare a tutti gli
animali quello che aveva fatto. Siccome, da allora, la lepre non è ancora
riuscita a raccontare a tutti gli animali come ha compiuto la sua vendetta
sul leone, ancora oggi corre nei campi per portare la bella notizia a chi
non l´ha ascoltata.