IROCHESI
Seduto al margine della radura, in vista dei villaggio
Mohawk, l'uomo fumava tranquillamente la pipa. Nelle foreste dei
Nordest, questa era la buona regola di comportamento, in prossimità di
un villaggio straniero. Significava: "Vengo in amicizia". I Mohawk si
avvicinarono guardinghi: l'uomo era pur sempre un Urone, uno dei loro
tradizionali nemici. Affermò di chiamarsi Deganawidah e di essere la-
tore di un importante messaggio. Condotto dinanzi ai capi Mohawk,
Deganawidah disse: "La mia men- te è ispirata dal Signore della Vita. La
mia missione è porre fine allo spargimento di sangue tra gli esseri
umani. Il mio messaggio è che tutti i popoli dovranno amarsi e vivere
assieme in pace". "E' un
buon messaggio", dissero i capi. Così i bellicosi Mohawk, chiamati per
la loro crudeltà "I mangiatori d'uomini", furono il primo popolo ad
accettare la Grande Pace. Qualche tempo dopo, tra i Mohawk giunse
Haiawatha, un nobile capo Ononda, in volontario esilio dalla sua tribù.
Tra gli Irochesí una so- cietà di sciamani, le Facce False, curava i
malati con l'ausilio di grottesche maschere di legno rappre- sentanti
gli spiriti, talmente brutte da far scappare via il malanno. Anche
Haiawatha aveva desiderato la pace. Ma il capo guerriero Tadodaho, dalla
folle sete di sangue e dalla chioma attorcigliata come un groviglio di
serpenti, l'aveva sconfitto con le sue arti magiche e gli aveva ucciso
le figlie. Senza più se- guaci, sconvolto dal dolore, Haiawatha era
fuggito. Poi vi fu Deganawidah.Insieme, i due profeti porta- rono ai
popoli vicini la Grande Pace: "Primo: la Buona Parola, che è rettitudine
nell'agire e giustizia per tutti. Secondo: la Salute, che è mente sana
in un corpo sano e la pace sulla terra. Terzo: la Forza, che è la
fondazione di un'autorità civile, e l'aumento dei potere spirituale in
accordo con il volere del Signore della Vita". Dopo i Mohawk, li
ascoltarono gli Oneida. Poi i Cayuga e i Seneca. Restavano gli Onondaga.
E, miracolosamente, anche il crudele Tadodaho fu redento dalla nuova
dottrina di pace. Era nata la Lega delle Cinque Nazioni Irochesi. La
storia di Haiawatha e Deganawidah, i grandi profeti e legislatori dei
popolo Irochese, è giunta a noi da un lontano passato.Pur non conoscendo
la scrittura, i "narratori di storie" Irochesi hanno tramandato di
generazione in generazione storie e leggende lun- ghe e complesse quanto
l'iliade e l'Odissea. Per aiutare la memoria, usano i wampum, cinture o
fasce fatte con perline colorate ricavate da conchiglie, forate e poi
tessute assieme. Per mezzo di differenti colori e simboli grafici, i
wampum si possono 'Ieggere". Anche questa invenzione è attribuita al
semi- leggendario Haiawatha. Gli Irochesi chiamano se stessi
Haudenosaunee, "quelli della casa allungata". Con la fondazione della
Lega (avvenuta probabilmente nel 1459), la lunga casa Irochese era stata
i- dealmente estesa a coprire tutto il territorio delle Cinque Nazioni:
i Mohawk, che vivevano a est, erano "Custodi della Porta Orientale", gli
Onondaga "Custodi dei Fuoco Centrale", e così via. L'ideale di
Deganawidah, Urone scacciato dalla sua tribù per le sue idee poco
guerriere, era stato la pace per l'in- tera umanità. In pratica, la
Grande Pace funzionò all'interno della Lega. Contro gli altri popoli,
gli Irochesi furono in guerra perpetua per duecento anni. La loro unità
politica li rendeva più potenti degli avversari. La loro posizione
geografica, sui grandi fiumi e laghi dei Nordest, permetteva loro
rapidis- simi spostamenti e attacchi di sorpresa. I loro nemici, tribù
Algonchine come i Mohicani, o tribù di ceppo Irochese non facenti parte
della Lega, come gli Uroni e gli Erie, non combattevano mai di notte,
"perché al sole piace vedere il coraggio dei guerrieri". Le Cinque
Nazioni non si facevano tanti scru- poli: attaccavano anche al buio e
catturavano interi villaggi. I prigionieri erano per la maggior parte
adottati. Alcuni di loro, trattati con tutti gli onori, erano riservati
per la tortura rituale, arte in cui erano particolarmente abili i Mohawk:
le ma lo perde quando dorme. Il manitou è soprattutto presente
in tutto ciò che è fuori dalla norma: una pietra o una conchigiia di
forma bizzarra, un albero isolato, uomini e animali pazzi o temerari,
una vetta inaccessibile, i sogni e le visioni. L'acqua corrente ne
contiene più dell'acqua stagnante, un animale selvaggio più di uno
domestico, gli indiani più dei bian- chi. I fenomeni atmosferici, come
il tuono, la folgore e la pioggia sono ricchi di sacro potere e sono le
parole con cui il cielo si rivolge agli uomini. Gli indiani, e gli
sciamani soprattutto, osservano atten- tamente la natura, l'ascoltano,
apprendono il potere di ogni cosa. Per vivere in armonia con il mondo
devono accostarsi al manitou nel modo giusto, invocando il perdono di un
animale selvaggio prima di abbatterlo, o purificandosi con speciali riti
prima di recarsi in un luogo deserto e di invocare una vi- sione. Da
quando sono arrivati i bianchi, molta energia manitou è svanita dal
mondo perché tutto ciò che è toccato dai bianchi perde il suo potere.
Furono due visionari, Tecumseh e suo fratello, il Profeta, a lanciare
l'offensiva antiamericana di una nazione Algonchina, gli Shawnee.
Tecumseh creò una grande confederazione Algonchina, viaggiando
instancabilmente e conquistando altre tribù alla causa con la sua
irresistibile arte oratoria. "Un ramo solo si può spezzare - diceva. -
Ma un fascio di molti rami è forte". Il Profeta aveva annunciato di
poter fermare il sole. li mezzogiorno dei 16 giugno 1806, davanti a
migliaia di indiani riuniti, il Profeta alzò le braccia al cielo, e in
quel momento il sole fu len- ltamente oscurato da un'eclissi di luna! Ma
nel 1811, approfittando di un'assenza di Tecumseh, gli Americani
attaccarono la grande città dei ribelli e la rasero al suolo. il Profeta
aveva giurato ai suoi seguaci che l'energia manitou li avrebbe resi
invulnerabili alle pallottole, ma fu smentito dai fatti. Tecumseh,
odiando più che mai gli Americani, si alleò con gli Inglesi nella guerra
dei 1812 contro gli Stati Uniti. Con la divisa scarlatta di Brigadiere
Generale guidò le sue truppe indiane in molte batta- glie. Nell'ottobre
1813, gli Inglesi si ritirarono rovinosamente verso il Canada, inseguiti
dagli Ameri- cani, lasciando al loro destino gli alleati pellerossa. Ma
gli Shawnee di Tecumseh non fuggirono. Re- starono attestati nei boschi
e combatterono fino alla morte contro la Milizia dei Kentucky. Tecumseh
aveva gettato la divisa inglese e indossato il costume Shawnee di pelle
di daino. Così, vestito da indiano libero, lo raggiunse la fucilata
mortale.