Su un'isola sperduta in
mezzo all'esteso oceano, un uomo e una donna avevano due bambini gemelli, un
maschio e una femmina. La bambina si chiamava Pirierera, che significa
Inseparabile, dal momento che amava teneramente il fratello e non lo
lasciava mai. Era nata solo qualche minuto prima di lui, ma se ne occupava
come una madre. La vera madre, Tarekore-kore, era una donna malvagia e
collerica, che non smetteva mai di sgridare e di picchiare i figli. Una
notte, Tarekore-kore tornò a casa con un cesto colmo di pesci. La donna mise
i pesci ad arrostire, svegliò il marito e si sedettero a tavola. L'uomo
disse: "Svegliamo i bambini perché possano mangiare finché il pasto è ancora
caldo." "Non muoiono certo di fame!" replicò la donna. "Lasciamoli dormire;
metterò gli avanzi di pesce nel cesto e li mangeranno domani, anche se
freddi." I bambini però non dormivano: la fame li teneva svegli. Piangevano,
ma non osavano singhiozzare troppo forte, per timore di farsi sentire dalla
madre. Inseparabile sussurrò al fratello: "Andiamocene da qui! Visto che
nostra madre ci fa tutti questi dispetti, mi occuperò io di te! Non patirai
mai più la fame!" In silenzio uscirono dalla capanna e cominciarono a
correre più velocemente possibile, nella notte, senza sapere dove stavano
andando. Giunsero ai piedi di un'imponente scogliera e iniziarono ad
arrampicarsi; salivano sempre più in alto e continuavano a
piangere disperati. Ogni volta che una loro lacrima cadeva sulle pietre
formava una piccola cavità. Arrivati sulla sommità della scogliera, non
sapevano dove andare; si sentivano molto soli e abbandonati. Sotto di loro,
le onde si infrangevano contro le rocce e, molto lontano sopra le
loro teste, le stelle brillavano nel cielo. Inseparabile tese la mano verso
il cielo e disse: "Guarda! Lassù i nostri genitori non potranno mai
trovarci; potremo passeggiare e giocare liberamente!" Cinse con forza il
fratello tra le braccia e saltò nel cielo. Il mattino seguente,
Tarekore-kore ando' a svegliare i bambini, ma i letti erano vuoti; furiosa,
corse dal marito: "I bambini sono scappati! Saranno guai seri per loro
quando li troverò!" Ma, nonostante le assidue ricerche, non riuscirono
a rintracciarli; verso mezzogiorno, giunsero ai piedi della scogliera e
notarono i piccoli fori provocati dalle lacrime. "Forse sono caduti e sono
annegati nel mare!" disse il padre. Per la prima volta, Tarekore-kore si
sentì pervadere dall'inquietudine; in fretta e furia, i genitori
seguirono le tracce delle lacrime e arrivarono in cima alla scogliera, dove
le tracce finivano misteriosamente. Non sapevano più dove cercare; la donna
scrutava le onde sotto di loro. All'improvviso, il marito esclamò "Eccoli!"
E con la mano indicò un preciso punto nel cielo. I due bambini
correvano felici nell'immensità blu: Inseparabile teneva il fratello per
mano e insieme saltellavano e ridevano come matti. Erano molto piccoli,
visti da lontano, ma le loro risa si percepivano distintamente.
"Bambini cattivi, fermatevi!" urlò la madre. Poi, prese la rincorsa e con un
balzo
iniziò ad inseguirli, il marito fece altrettanto e si misero a correre, ma i
bambini continuavano a ridere e a saltellare senza preoccuparsi dei
genitori. Da quel giorno, i gemelli non hanno più smesso di correre per il
cielo e i loro genitori continuano a inseguirli, senza mai raggiungerli. Gli
abitanti dell'isola sperduta in mezzo all'oceano affermano che da tempo
immemorabile la malvagia Tarekore-kore non riesce ad avvicinarsi ai suoi
bambini. Quando la notte è molto buia, è possibile vedere Pirierera e il
suo fratellino; si riconoscono dalle altre stelle perchè si tengono per
mano, stretti l'uno all'altra. Sono gemelli ed è per questa ragione che
chiamiamo la costellazione i Gemelli.