Là dove abitavano i Creek, in Georgia e in Alabama, i
corsi d'acqua non mancano di certo. Nessu- na meraviglia, dunque, che
gli inglesi li abbiano chiamati cosi: "creek" significa appunto "tor-
rente", "piccolo fiume". E nessuna meraviglia che terre tanto ben
irrigate abbiano fatto gola ai coltivatori bianchi, che cominciarono a
costruirci sopra le loro fattorie. Finché nel 1813 il capo Aquila Rossa,
infastidito dalla presenza dei sempre più numerosi coloni, guidò i suoi
guerrieri all'assalto di Fort Mims, lungo il corso del fiume Alabama,
provocando oltre 500 vittime. La re- plica dell'esercito americano fu
immediata e terribile: le milizie agli ordini dei generale Jackson
attaccarono i pellerossa a Horseshoe Bend, sul fiume Taliapoosa: più di
800 indiani rimasero sul terreno e la forza della nazione Creek fu
completamente distrutta. Un trattato imposto loro nel 1814 li obbligò a
cedere agli Stati Uniti metà dell'Alabama e una parte della Georgia
meridionale.
Chissà se a Horseshoe Bend vagano ancora senza pace le anime dei
guerrieri uccisi: i Creek credevano infatti che i fantasmi dei caduti in
battaglia continuassero a infestare i villaggi finché la loro morte non
fosse stata vendicata. Solo a vendetta compiuta essi potevano dirigersi,
pacifi- cati, verso il regno dei morti. Ma a parte le uccisioni, i Creek
erano disposti a perdonare qualsia- si cosa. Anzi, fra i loro riti il
principale era proprio la cosiddetta 'Testa del Perdono". Si svolgeva in
luglio o in agosto, quando il mais era maturo, e serviva a favorire la
rigenerazione dell'univer- so e delle forme di vita che lo popolano.
Durante la festa, tutte le colpe erano dimenticate: per questo motivo
molti indiani accusati di adulterio o di tradimento si rifugiavano nei
boschi e ne u- scivano solo al momento della cerimonia. Partecipavano ai
riti insieme agli altri ed erano perdo- nati di tutte le loro colpe. La
tradizione imponeva che non si toccasse il raccolto prima della con-
clusione della festa, e siccome questa durava dai quattro agli otto
giorni, i Creek preferivano di- giunare o nutrirsi di bacche piuttosto
che infrangere la regola. Tutto era finalizzato alla comple- ta
purificazione dei villaggio e dei suoi abitanti: il nuovo mais, fonte di
vita, doveva giungere in una comunità priva di rancori, restituita alla
sua primitiva purezza. Perciò i Creek preparavano anche un infuso di
erbe chiamato "Pozione Nera", da bersi durante la Festa del Perdono: si
trat- tava di un potente emetico grazie al quale riuscivano a purificare
anche il corpo. L'ultimo giorno della grande festa gli sciamani
danzavano gridando: " Yahola!"